Il mio viaggio in Indonesia

Settembre 2023


La mia ultima avventura mi ha portato nell’incantevole Indonesia, un’esperienza di viaggio che ricorderò per sempre.

Ammetto che questo viaggio in Indonesia è stato inaspettato poiché i miei piani iniziali, per le canoniche ferie annuali da 15 giorni, erano totalmente altri ma si sa, non tutto va sempre come deve andare… e menomale!

Partiamo insieme mentre rivivo i momenti magici che ho vissuto, passando per alcune delle destinazioni più affascinanti di questa terra meravigliosa.

Inizia tutto sabato 16/09 con un primo volo ITA verso Roma Fiumicino per poi proseguire con un volo Etihad con scalo ad Abu Dhabi approfittando di 2 giorni di stop over “offerti” (ho pagato una piccola differenza al prezzo totale del volo) dalla compagnia aerea. Successivamente in data 19/09 alle ore 3.00 a.m. ho preso quindi il mio terzo volo, stavolta finalmente con destinazione Jakarta!

Giorno 1 – Selamat Datang!

Atterrato a Giacarta alle ore 14:30 locali, appena uscito dal gate mi sono diretto verso gli sportelli per il rilascio del visto turistico (VOA – Visa on Arrival), pagando circa 32€ al cambio attuale, successivamente ci siamo spostati ai controlli doganali dove gli impiegati hanno messo a dura prova la nostra pazienza, gli indonesiani sono molto pacati e lenti nel svolgere i loro compiti 😂

Dopo aver ricevuto un bel timbro sul passaporto ho ritirato il mio zainone per poi prendere la direzione di uscita, una volta scansionato il QR Code della dichiarazione doganale (è un modulo da compilare online un paio di giorni prima della partenza) eccomi ufficialmente in territorio indonesiano.

Prima di prendere il nostro transfer per l’hotel ne abbiamo approfittato per cambiare denaro contante in valuta locale mentre per quanto riguarda la connessione mobile avevo già acquistato una eSim su Airalo (potrebbe tornarti utile il mio codice amico IVAN1656 per ricevere uno sconto).

Successivamente il transfer ci ha accompagnati in hotel dove abbiamo raggiunto il resto del gruppo e dopo i vari convenevoli ci siamo spostati nella piscina dell’hotel per conoscerci meglio e fare due chiacchiere prima di cena. La serata è proseguita gustando ottimi piatti asiatici, sorseggiando un drink dopocena e infine a nanna “presto” perchè la mattina seguente ci attendeva un volo domestico per Giava Orientale.

PS: selamat datang in lingua indonesiana significa benvenuto 😊

Giorno 2 – Yogyakarta

Il mio viaggio in Indonesia inizia da Yogyakarta (spesso chiamata “Jogja”), è una città dell’isola indonesiana di Giava, conosciuta per le arti tradizionali e il patrimonio culturale. Il calore e l’ospitalità dei suoi abitanti mi hanno subito rapito. Il primo stop è stato il tempio di Borobudur, un tesoro buddista che mi ha lasciato senza fiato. Ammirare i dettagli delle sculture e delle terrazze è stato emozionante, il tempio risale all’’800 ed è riconosciuto patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La seconda tappa è stata poi il tempio di Prambanan, un complesso di templi induisti che si estende per chilometri, essendo arrivati un po’ tardi abbiamo fatto un veloce tour: siamo passati sul tempio di Shiva, il massimo monumento induista in Indonesia, per poi visitare il tempio di Brahma ed il tempio di Vishnu.

Giorno 3 – Madakaripura Waterfall

Il terzo giorno è stato speso praticamente quasi tutto in bus, ne abbiamo approfittato per conoscerci meglio tra compagni di viaggio mentre in sottofondo scorreva una playlist da 3 brani ciascuno. Non sono mancate chiaramente le soste, le risate, qualche pisolino e pure una serie di indovinelli rompicapo.

Da Yogyakarta ci siamo spostati verso un piccolo villaggio dove abbiamo fatto un pranzo veloce per poi raggiungere l’ingresso delle cascate di Madakaripura. Dopo un breve tragitto in scooter e una passeggiata attraverso un sentiero circondato da una vegetazione lussureggiante, siamo finalmente arrivati al punto d’entrata.

Man mano che mi avvicinavo alla cascata, il suono dell’acqua che cadeva si faceva sempre più intenso. Finalmente, quando ero a pochi passi dalla cascata, le gocce d’acqua fresche e leggere mi accarezzavano il viso. Un momento di pura meraviglia, seguito anche da un tuffo in acqua!

Una volta tornati indietro fino al villaggio abbiamo ripreso il bus dove in prima serata abbiamo raggiunto il nostro alloggio nei pressi del Monte Bromo, abbiamo cenato relativamente presto e nonostante dovessimo andare a dormire altrettanto presto ne abbiamo approfittato ancora per stare in compagnia post-cena. E’ stato bello ma la sveglia alle 2.00 a.m. è stata devastante e purtroppo senza pietà 😂

Giorno 4 – Monte Bromo

Dopo esserci vestiti in modo adeguato (faceva abbastanza fresco) siamo saliti a bordo di diverse jeep che ci hanno portato in un punto di osservazione vicino al monte Bromo, che dire… salire per ammirare lo spettacolo del sole che sorge è stato qualcosa di indescrivibile. La nebbia che avvolgeva il massiccio vulcanico si dissipava lentamente, rivelando un paesaggio surreale e mozzafiato.

Chiaramente, dopo questa meraviglia, non ci siamo fatti mancare la salita sul cratere passando per il cosidetto mare di sabbia. Il mare di sabbia è una zona desertica che si è formata all’interno della caldera di un antico vulcano (il Tengger) da cui sono emersi i quattro nuovi coni vulcanici tra cui il Bromo.

Abbiamo fatto il percorso completamente a piedi fino alla scalinata (che ci ha messo a dura prova) ma una volta arrivati in cima abbiamo ammirato l’incredibile paesaggio lunare godendoci una passeggiata intorno al cratere.

Una volta tornati giù, le jeep ci hanno riaccompagnati al nostro alloggio dove abbiamo fatto un’abbondante colazione (direi più un pranzo ahah) a buffet per poi riprendere il transfer verso la nostra prossima tappa: Banyuwang.

Giorno 5 – Kawah Ijen

Altra sveglia altra escursione!

Ci svegliamo nel cuore della notte per affrontare uno dei trekking più sfidanti che personalmente abbia mai fatto. Stavolta tocca al vulcano Ijen, famoso per due particolarità uniche: qui si trovano il lago acido più grande del mondo e i fuochi fatui azzurri!

Chi dice che il percorso non sia faticoso vi sta raccontando balle, la salita ripida è particolarmente difficoltosa, a tratti scivolosa, e se vuoi arrivare in tempo per vedere i fuochi azzurri devi avere un bel ritmo e di conseguenza un bel fiato. Inoltre tutto è reso più difficile dall’innumerevole presenza di “carriole” spinte e trainate a mano da persone del luogo per trasportare principalmente le persone “pigre” fino in cima, è uno slalom senza sosta.

Una volta arrivati in cima è necessario poi affrontare una discesa accidentata della durata di circa 30 minuti per avvicinarsi quanto più possibile ai fuochi. Qui a destinazione l’odore di zolfo è molto forte e bisogna fare attenzione al vento che porta con se nubi di gas, infatti indossiamo le maschere per respirare il meno possibile la nube tossica.

Il paesaggio intorno a noi è surreale: il buio, il cordone di luci, il fumo di zolfo, le fiamme blu e poi tutti noi con le maschere: sembrava come di stare su un altro pianeta!

Scattiamo le foto di rito ma purtroppo le condizioni quel giorno erano pessime e non sono minimamente riuscito a fotografare i fuochi azzurri 😞

In compenso però il fato, con le prime luci del mattino, mi ha permesso di immortalare questo scorcio del lago craterico del Kawah Ijen avvolto da una nube frontale di zolfo.

Iniziamo il percorso inverso per tornare indietro, in totale abbiamo speso circa 5/6 ore, recuperiamo gli zaini e ci mettiamo in marcia per raggiungere l’isola più famosa dell’Indonesia, Bali.

Giorno 6 – Ubud: quad, caffè Luwak e sorgenti sacre

La mia avventura in Indonesia non poteva essere completa senza visitare l’incantevole isola di Bali. Ubud, il centro culturale dell’isola, è stato il mio primo approdo. Circondata da una splendida vegetazione tropicale e dalle tipiche risaie a terrazza, questa cittadina è anche uno dei principali centri di interesse storico-artistico dell’isola.

Dato che siamo arrivati nel tardo pomeriggio decidiamo di concederci una piccola pausa in hotel per poi uscire la sera per cenare e successivamente andare a scatenarci in un locale della zona, è stato magnifico ma non vi dico l’umidità percepita quella sera!

Spoiler: in Indonesia è difficile trovare posti dove preparino cocktail Negroni (il mio drink preferito) 🥲

Avventura in quad

Il mattino seguente ci attendeva un transfer locale per andare a svolgere, a scelta, 2 attività: una parte del gruppo ha scelto escursione in quad-bike mentre un’altra ha preferito l’attività di rafting, io da amante delle moto ho chiaramente scelto quad!

Il giro è stato molto divertente, adrenalinico, avventuroso e la guida che ci accompagnava ci ha regalato pure qualche spettacolo con il suo quad facendo addirittura “volare” letteralmente una ruota posteriore 😂. Una volta terminato il tour abbiamo appreso che il pranzo fosse incluso nel pacchetto quindi ne abbiamo approfittato per una pausa.

Dopo esserci rifocillati a dovere ci siamo ricongiunti con il resto del “gruppo rafting”, il driver ci ha quindi accompagnato dai nostri compagni che stavano ancora pranzando. Nell’attesa il caldo si faceva sentire e quindi ne abbiamo approfittato per bere un paio di bicchieri d’acqua dal dispenser messo a disposizione per tutti i presenti nell’area ristoro (praticamente tutti turisti), mai scelta fu più sbagliata e più avanti vi racconto perchè.

Kopi luwak

Nel pomeriggio raggiungiamo Cantik Agriculture, nota per la produzione del caffè Luwak, uno dei caffè più costosi e ricercati al mondo. Situata in mezzo a una vegetazione lussureggiante, la piantagione di caffè offre un ambiente sereno e pittoresco da esplorare.

Il kopi luwak è un tipo di caffè prodotto con chicchi di bacche ingerite (e solo parzialmente digerite) e poi defecate dallo zibetto delle palme (Luwak). Il nome deriva dall’indonesiano kopi, caffè, e luwak, nome locale di questo animale.

Dopo un breve tour guidato del sito ci accomodiamo per una degustazione di Tea & Coffee particolari e, con un piccolo extra, abbiamo modo di assaggiare anche il soprannominato “caffè cagato”. Il sapore è particolare ma a mio avviso, e senza voler offendere i produttori di Kopi luwak, è una bevanda al gusto di caffè non lontana da un qualsiasi caffè solubile stile “americano”.

Devo dire invece che tra i vari Tè quello al limone mi ha fortemente colpito tanto da acquistarne una confezione, insieme ovviamente ad una confezione di kopi luwak da portare in Italia… è pur sempre uno dei caffè più pregiati al mondo!

Tirta Empul

Ci lasciamo alle spalle questa degustazione per qualcosa di più culturale: visitare il tempio Tirta Empul.

Il tempio Tirta Empul è famoso per il suo rituale di purificazione e sono stato contento di averlo vissuto in prima persona nonostante quel pomeriggio facesse parecchio freddo. Prima di immergermi nelle vasche sacre, ho osservato con ammirazione l’architettura e la bellezza del tempio. I dettagli scolpiti e i colori vibranti mi hanno fatto capire quanto fosse significativo questo luogo per la cultura balinese.

La guida ci ha spiegato i vari passaggi del rituale ed ho quindi seguito le azioni e i movimenti dei fedeli balinesi, cercando di rispettare e seguire le tradizioni del luogo. La visita al tempio è stata un incontro profondo con la spiritualità balinese e un’opportunità per provare a lasciare andare le negatività ☺️

Infine la sera trascorre tra una deliziosa cena, shot di tequila ed una partita al biliardo ma inizio a percepire che qualcosa non sta andando per il verso giusto.

Giorno 7 – Da Ubud a Seminyak

Durante la notte mi accorgo che qualcosa non va e la mattina mi sveglio febbricitante.

Mi alzo dal letto, mi vesto e mi dirigo alla sala colazioni dell’hotel, da quel momento apprendo la notizia: quasi tutti siamo stati colpiti da vomito e/o dissenteria. Vi ricordate poco più sopra il famoso pranzo post quad e rafting? La nostra conclusione è stata che nel dispenser dell’acqua vi fosse acqua “normale” del luogo e non filtrata (ossia dalla bottiglia).

La prima parte della mattina decido quindi di rimanere in camera (come altri del gruppo) un paio di ore per recuperare le energie mentre alcuni dei miei compagni di viaggio andavano a visitare la foresta delle scimmie a Ubud. Nella seconda parte della mattinata, nonostante non fossi al 100%, decido invece di partecipare ad una cooking class sui piatti tipici balinesi, esperienza carina ma peggiorando comunque la mia condizione.

Dopo questa tappa è giunta l’ora di spostarci verso Seminyak, luogo di villeggiatura all’estremità sud di Bali. Qui i ricordi si fanno sbiaditi, ricordo di essere arrivato in hotel ma non ricordo di essere uscito la sera ed aver cenato, ricordo solo che la notte ho avuto 38 di febbre e di aver letteralmente inzuppato le lenzuola di sudore (santa Tachipirina).

Giorno 8 – Febbre & Finns

Seminyak avrebbe dovuto offrirmi una giornata di surf ed una pausa rilassante, ma così non è stato.

La mattina mi sveglio abbastanza stordito ma senza apparente febbre, scendo quindi a fare un po’ di colazione anche se lo stomaco è ancora in subbuglio. Ritrovo alcuni compagni e ci raccontiamo le nostre disgrazie notturne.

Alcuni di loro, quelli “messi meglio”, decidono di fare una lezione di surf mentre io e pochi altri decidiamo di proseguire a letto per evitare di peggiorare la situazione. Trascorro quindi mezza giornata abbondante in camera tra tachipirina, acqua, cracker dolci e bagno 😂

Finalmente nel pomeriggio la situazione migliora e presi da un impeto di coraggio misto a “sono in vacanza e voglio fare bordello” organizziamo un’uscita tutti insieme al Finns, uno dei Beach club più iconici dell’isola di Bali, da cui abbiamo ammirato uno splendido tramonto a bordo piscina sorseggiando latte di cocco.

Giorno 9 – Isole Gili

Dopo i tre giorni trascorsi a Bali siamo pronti per spostarci: la mattina presto prendiamo dei transfer per raggiungere finalmente l’arcipelago delle isole Gili, semplicemente un paradiso terrestre.

Dal porto di Padang Bai, prendiamo il traghetto per raggiungere Gili Trawangan, l’isola più grande e vicina alla costa balinese. Trawangan è un’isola iper-turistica, senza strade asfaltate, immersa in un mare dalle mille sfumature di blu e dai tramonti mozzafiato.

Qui ci sono solo due mezzi di trasporto: i cidomo che sono dei piccoli carretti trainati da un cavallo da 3 pax + conducente oppure la bicicletta. Per arrivare fino al resort abbiamo scelto i cidomo dato che tutti avevamo 2 zaini ciascuno mentre per spostarci sull’isola abbiamo noleggiato delle bici h24 ad una cifra irrisoria.

Per farvi capire, l’isola è talmente piccola che fai il giro completo del perimetro in circa 1h di pedalata!

La giornata scorre in pieno relax tra birra Bintang in spiaggia, pranzo e nel tardo pomeriggio ho pure partecipato per la prima volta ad un corso di yoga, esperienza devastante 😂

In serata decidiamo di cenare al Danima, uno dei ristoranti più blasonati dell’isola, con una qualità dei piatti davvero ottima. Per concludere la serata in bellezza optiamo poi di far festa in uno dei locali di turno aperti, anche qui facendo molto tardi e rientrando quasi all’alba 🤭

Giorno 10 – Gili Trawangan e scuba diving

A Gili Trawangan ho avuto la possibilità di fare, per la prima volta in vita mia, immersioni subacquee con autorespiratore. L’esperienza di scuba diving, nonostante le preoccupazioni iniziali, è stata una delle cose più belle che io abbia fatto fino ad oggi. Gli istruttori sono stati bravissimi, ci hanno spiegato i fondamentali di questa attività sia a livello teorico che a livello pratico in acque confinate fino ad arrivare alla vera immersione in mare.

L’acqua cristallina mi ha permesso di ammirare i ricchi coralli e le colorate creature marine che mai mi sarei immaginato di poter vedere. È stata un’esperienza stupenda e sono grato di aver avuto l’opportunità di scoprire le meraviglie nascoste nel mare delle Gili.

Nel pomeriggio ce la godiamo in spiaggia tra birra e tramonto… what else?

Giorno 11 – Gili Meno e Lombok

La mattina seguente ci attende un’altra entusiasmante attività: snorkeling nei pressi dell’isola Gili Meno.

Quest’isola è ancora più wild della sorella Trawangan e l’aria che si respira è di puro relax, percepisci proprio che il tempo scorre in modo lento. E’ il luogo ideale se vuoi staccare completamente la spina. 

La guida locale ci ha accompagnato in barca nei punti migliori dove poter praticare snorkeling, abbiamo avuto modo di vedere

  • Statue subacquee “Nest”
  • Giardini di corallo blu e giallo
  • Turtle point

Dopo questa magnifica ma estenuante esperienza siamo pronti, a malincuore, per lasciare le isole Gili.

Lombok

Dopo pranzo prendiamo direzione porto ma superandolo, poco più avanti in spiaggia ci attende un locale che ci fa salire a turni su un motoscafo con cui in circa 15 minuti ci fa raggiungere l’isola Lombok… e così anche l’esperienza da scafista è stata fatta 😂

Tramite un transfer raggiungiamo poi Senggigi, il fulcro turistico più importante di tutta l’isola dove si trovano la maggior parte delle strutture alberghiere dell’isola di Lombok.

Arrivati in hotel decidiamo di prendercela con comodo per poi raggiungere la spiaggia di fronte (della stessa struttura) per andare a vedere il tramonto, l’ultimo.

In spiaggia facciamo una scoperta incredibile: ci sono i jet-ski 🥳 Dovete sapere che io e altri compagni eravamo da giorni alla ricerca di moto d’acqua, ancora una volta il fato è stato generoso con noi permettendoci questa magnifica ed ultima esperienza cavalcando le onde di Lombok al tramonto.

Giorno 12 – Jakarta

Il giorno dopo salutiamo definitivamente il mare e dall’aeroporto di Lombok prendiamo un volo interno per la nostra ultima tappa, che altro non è che il punto da cui siamo partiti: la capitale Jakarta.

Giacarta conta una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti, distribuiti all’interno di una superficie di 661,52 chilometri e posso dire che non ho mai visto così tanto traffico in vita mia. Sopratutto la concentrazione di scooter è impressionante!

Nel pomeriggio non facciamo granché ma concludiamo la giornata con una deliziosa cena allo Skye Bar & Restaurant, un rooftop al 56esimo piano con vista a 360 gradi sulla città.

Ci spostiamo dopo cena in alcuni locali per passare l’ultima notte insieme prima di riprendere ognuno i propri voli per tornare in Italia. E’ stata una notte magica.

Conclusioni

L’Indonesia è una terra di meraviglie che mi ha catturato con la sua bellezza e la sua diversità culturale. Ogni tappa del mio viaggio è stata un’avventura unica e indimenticabile.

Mi sono lasciato ispirare dalle tradizioni millenarie, ho esplorato paesaggi incredibili e mi sono immerso nella vita vibrante di ogni luogo che ho visitato. Questo viaggio resterà per sempre nel mio cuore, un ricordo prezioso di un’avventura indimenticabile in un luogo davvero magico.

Terima Kasih Indonesia 🙏🏼

Indonesia tips
  • Partire con del contante dall’Italia e cambiare in valuta locale direttamente in aeroporto a Jakarta (appena fuori dall’area internazionale) poiché i money change presenti non applicano commissioni ed il tasso di cambio è conveniente
  • Tutti i ristoranti/bar/attrazioni hanno il pagamento elettronico, usate il contante per acquisti veloci come ad esempio: affittare la bici, pagare i cidomo, acquistare souvenir, etc.
  • Per spostarsi nelle città principali utilizzare l’applicazione Grab (è tipo Uber ma versione indonesiana)
  • Se volete affittare uno scooter dovete essere muniti di patente internazionale (ve lo affittano anche senza patente ma sarete a rischio multa)
  • Bere esclusivamente acqua confezionata
  • Munirvi di anti zanzare Jungle
  • Portare lo stretto necessario dei vestiti ed utilizzare le lavanderie espresse, hanno prezzi convenienti e ti consegnano il bucato in mezza giornata (lavato e stirato)
  • Consigliato lasciare una piccola mancia ai driver dei transfer e/o guide
  • Assumere probiotici a partire da una settimana prima del viaggio e per tutto il tempo della vacanza
  • Essere sempre comprensibili e pazienti con i locali, la maggior parte di essi non parla inglese ma cercano comunque di aiutarti
  • Se prima di tornare in Italia volete cambiare nuovamente i soldi da Rupia Indonesiana ad Euro dovrete avere minimo una cifra che sia pari a 100€ al cambio
  • In indonesiano “Grazie” si dice “Terima kasih” (trìmakasi) 🙏🏼